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La singolarità della Corsica, tutto ciò che la rende un'isola unica nel Mediterraneo, dipende anche dal suo patrimonio.
Ovunque vi porteranno i vostri passi, ci sarà una cappella, un ponte, una torre, una curiosità da scoprire.
Della preistoria restano alcune vestigia di torri della misteriosa civiltà "toréenne" e centinaia di menhirs, tra cui le famose statue di Filitosa, dagli enigmatici visi scolpiti.
Poi vennero i Greci e i Romani. Ne rimane una magnifica collezione di oggetti di scavo al museo di Aléria. Ma questi antichi coloni hanno lasciato altri ricordi, più saporiti del loro soggiorno in Corsica: la coltura della vite e l'allevamento delle ostriche.
Nel Medioevo una fioritura di cappelle e chiese romaniche dalle linee pure e semplici sboccia nei villaggi della Castagniccia, del Nebbio e delle Balagne.
Il XVII e XVIII secolo vedono il fiorire di chiese in stile barocco. la ricchezza della loro decorazione interna è impressionante.
La storia tumultuosa della Corsica si legge anche attraverso le fortificazioni e le cittadelle delle sue città e le torri di difesa dei genovesi sparse sul litorale.
Ricca di monumenti, la Corsica è anche ricca di cultura, di artigianato e di tradizioni vive, tra le quali la gastronomia, con la sua cucina autentica e generosa, ha un posto importante.
La Corsica è anche un'isola dove si sa far festa. Ogni paese, e ve ne sono più di 300, festeggia ogni anno il suo santo aptrono. Le feste profane si alternano alle manifestazioni religiose. Fiere e festivals di musica, di canto, di danza, di cinema, incontri sportivi, si succedono tutto l'anno. E quando nella notte si alzeranno le "paghjelle", canti tradizionali a tre voci, è l'anima della Corsica, fiera e ardente, che sentirete cantare.
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